Intro
Parole, opere (e omissioni) che troverete in questo informe (e deforme) contenitore sono tutte frutto
del mio (vacillante) genio (ed ingegno). Quando (raramente ma capita) non lo sono ho l'abitudine
(felice)
di citarne l'autore. Per tutto ciò di cui posso rivendicare la paternità: prendete e abusatene.
Credo nel Creative Commons IO.

Hai presente quando ti svegli la mattina stonato, quando nella macchina il punto di messa a fuoco continua a non essere quello che vuoi tu, quando sei in vena di decadenza e la tua vicina mette al massimo volume Ramazzotti mentre lava in terra vestita di grigiotopo?
ecco.
Dati Utili:
nato nel giugno del 1979. Razzista intellettuale, snob culturale, integralista artistico, sociopatico. Sembra il figlio piccolo, cinico, paranoico e bastardo dei Griffin. Donnasessuale
convinto, sa anche cucinare. Qualcuno di qualificato dice che bacia bene. E' sentimentalmente IMPEGNATO e disgustosamente monogamo.
AVVERTENZA
questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna
periodicità. non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del
7.03.2001. E CON QUESTO INVITO UN CERTO MINISTRO A VIVERE DA CATTOLICO OSSERVANTE (pensate ci sia
qualcosa di peggio?).

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Il mio contatto MSN è carlo@carlopulcini.com
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Perchè quelli che hanno tante caselle, sono chiacchiere e distintivo. Solo chiacchiere e distintivo.
DICONO DI ME
Eclisse di luna con stelle.
Pesta sui tasti
Desdemonaacida a
13:41 |
|foto|
Ricordate che quello che dite voi non conta un cazzo.
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C’era un tempo in cui le merci erano costrette a continue soste cedevano la precedenza alle perrsone e alla fretta di chi viaggia.
C’era un tempo in cui bastava un passaporto e qualche timbro per raggiungere il sasso gettato in un altrove immaginario o raccontato.
C’era un tempo,fa che ci sia ancora.
Pesta sui tasti
Desdemonaacida a
13:20 |
|foto, fotografia, leica|
Ricordate che quello che dite voi non conta un cazzo.
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Foto per la locandina di un Don Chisciotte fuori dal classico.
“E’ la più triste figura che sia apparsa sulla Terra,
cavalier senza paura di una solitaria guerra
cominciata per amore di una donna conosciuta
dentro a una locanda a ore dove fa la prostituta,
ma credendo di aver visto una vera principessa,
lui ha voluto ad ogni costo farle quella sua promessa.
E così da giorni abbiamo solo calci nel sedere,
non sappiamo dove siamo, senza pane e senza bere”
E’ la più triste figura che sia apparsa sulla Terra, cavalier senza paura di una solitaria guerra
cominciata per amore di una donna conosciuta dentro a una locanda a ore dove fa la prostituta,
ma credendo di aver visto una vera principessa, lui ha voluto ad ogni costo farle quella sua promessa.
E così da giorni abbiamo solo calci nel sedere, non sappiamo dove siamo,
senza pane e senza bere e questo pazzo scatenato che è il più ingenuo dei bambini
proprio ieri si è stroncato fra le pale dei mulini… \”
Don Chisciotte di F. Guccini
Pesta sui tasti
Desdemonaacida a
21:48 |
|foto, teatro, fotografia, leica|
Ricordate che quello che dite voi non conta un cazzo.
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Il 19 parte da piazza Risorgimento, che io sia sul sedile accanto al finestrino o no. Fa un giro lungo, sferraglia per vie che uno come me non si potrebbe permettere, un percorso all’indietro come le gocce d’acqua sul vetro quando piove. Starei ore perso a guardarle scintillare nella luce dei semafori, nei neon colorati delle insegne, mentre innaturalmente salgono verso l’alto. E’ così che riesco persino ad amarla Roma, con la pioggia, con la gente sul marciapiede che cammina svelta, le bestemmie della gente alle fermate, e l’aria pesante ed umida dei miei sbuffanti compagni di viaggio. Io li immobile, con la leica stretta tra le mani, che guardo fuori, che scivolo sui visi nervosi di chi sta facendo tardi, o incontro lo sguardo esasperato di chi è da troppo tempo che abita in questa città e non ne può più. Perché Roma, comunque, vince sempre lei. Sono più belle le ragazze d’inverno, hanno gli occhi più potenti, le mani bianche, il collo liscio. E lei è bellissima, e terribilmente abitudinaria, se non c’è traffico posso scegliere con sicurezza la vettura su cui salirà davanti a Belle Arti, con il tubo dei disegni dietro la spalla, e il cappotto nero con la cinta dritta verso terra. E’ alta, ha il collo sottile e si tiene sempre a qualcosa, purché non sia un sorriso. Viaggia chiusa dentro se stessa, persa, mentre una delle poche strade davvero belle di questo millenario arrocco di uomini passa fuori dai finestrini. Entrambi bagniamo le scarpe in piazza Buenosarires, quadrata e messa per storto che ti chiedi a chi sia venuto in mente di farla proprio così. Forse lei saprebbe dargli un nome, al padre di un’idea andata di traverso come questa, ma io no e la vedo allontanarsi mentre fa via Tagliamento. Invece a me si aprono le porte del laboratorio, rulli da consegnare, stampe e negativi da ritirare. Attese da riempire inventando storie su quella ragazza che non parla mai, che non ha mai amici, e che non sorride neanche al riflesso di se stessa. Inventare un passato a quegli occhi chiari e brillanti, dare un perché a quei capelli da corvo tagliati a ciocche sotto la nuca. Non che sia cosa strana, è quello che faccio per vivere: invento storie e le faccio diventare fotografie. Un giorno non la vedrò più salire i gradini nella solita piazza, a quell’ora che d’autunno è sera il cielo ha un colore solo appena più saturo delle foglie morte. Un giorno non la vedrò più, e saprò che qualcosa nella sua storia è cambiato, e anche nella mia. Questi appuntamenti mai dati, queste parole mai scambiate, diverranno solo un ricordo, il racconto di un gioco di sguardi capitati per caso, per melanconia. Vorrei che di lei mi rimanesse l’immagine, o anche solo l’idea: Lei, il 19 vuoto, la pioggia e Villa Giulia che scorre intorno.
Metterei la macchina nella borsa e non tornei mai più.
Pesta sui tasti
Desdemonaacida a
13:20 |
|racconti, deliri, fotografia, leica|
Ricordate che quello che dite voi non conta un cazzo.
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“Quando sono innamorata sento come se la pancia fosse piena di farfalle.”
Leica R 28 Elmarit @ f 4.0
Pesta sui tasti
Desdemonaacida a
18:55 |
|foto, fotografia|
Ricordate che quello che dite voi non conta un cazzo.
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This is the start of a new project “Tales from the shoreline”, a documentary journey trough the winter by the sea. I really want to keep it going and going strong.
Leica R 50 Summicron @ f 4.0
Pesta sui tasti
Desdemonaacida a
12:38 |
|foto, fotografia, closeup|
Ricordate che quello che dite voi non conta un cazzo.
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Once is not enough.
Pesta sui tasti
Desdemonaacida a
00:21 |
|foto, fotografia, closeup, ladymp|
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